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Gioconda, già attratta da ogni espressione artistica, cominciò subito ad inserirsi negli ambienti culturali ed a partecipare attivamente a numerose manifestazioni, spesso a scopo benefico. Un evento destinato a dare una svolta alla sua vita personale, fu uno spettacolo con una compagnia teatrale di dilettanti, di cui faceva parte anche il famoso violinista Alberto Curci. Dovendosi assentare per temporanei motivi di salute, mandò suo fratello, l'affermato medico Arturo Curci (1892-1973), a recitare al posto suo: naturalmente, egli non conosceva bene il copione e quindi commise un grave errore nell'entrare in scena. Ne scaturì dapprima un veemente rimbrotto da parte di Gioconda, che lo incontrava per la prima volta, e poi un felice matrimonio, allietato dalla nascita di Glauco, medico e ricercatore, il cui nome è indissolubilmente legato all'antibiotico Rifadin. |
Nel corso degli anni, l'attività culturale di Gioconda si accrebbe sempre di più. Personalità prorompente ed espressiva, trascinatrice per il dono di comunicare entusiasmi, ella si distinse per la sua costante presenza e collaborazione a manifestazioni artistiche, oltre che per le sue grandi doti di novellista. Inoltre, il suo colto ed ambito salotto, divenuto un piccolo Circolo Culturale, divenne meta abituale non soltanto di personaggi illustri e già affermati, ma anche di artisti in erba, che ella accoglieva con particolare gioia ed incoraggiamento. Scrittrice energica e di raro talento, Gioconda vinse i premi di narrativa "Matese", "Caserta" ed il più noto "Vallombrosa". Il suo volume di novelle, dal titolo "Nel grembo di pietra", fu pubblicato nel 1960 dalle edizioni Morano di Napoli. Profondamente religiosa, e particolarmente legata all'ambiente francescano (un suo ottimo amico e consigliere fu il Rev.mo Padre Emanuele Lombardi, OFM), Gioconda fu una benefattrice sensibile e generosa, oltre che umile, poichè non gradiva che si venisse a conoscenza dell'aiuto che così spesso elargiva a tanti bisognosi. |
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CHI IDEO'
...la vera
storia |
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Il suo appassionato coinvolgimento, insieme al figlio Glauco, nella vicenda dei genitori del martire Salvo D'Acquisto, rimase nell'ombra per volere di entrambi i benefattori. Molti anni dopo la loro scomparsa, l'Onorevole Ferdinando D'Ambrosio, uno dei protagonisti della vicenda, decise di pubblicarne la vera storia su di una rivista. Gioconda morì improvvisamente il 29 settembre 1960 e le fu dedicata una solenne cerimonia che si svolse il 3 dicembre presso il Circolo Artistico Politecnico di Napoli: Armando Caruso e Mario Donadoni rievocarono commossi la nobile e cara figura di "donna Gioconda dalle bianche trecce". |
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